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Ripercorrere minuziosamente la vita e lo sviluppo del pensiero di Girolamo Comi non è forse il caso, ma segnalare alcuni aspetti più rilevanti della sua personalità di uomo e di poeta è necessario. La lettura dei suoi scritti in prosa e in poesia  contribuisce oltre che ad allargare la sua dimensione poetica, a scoprire più a fondo, il carattere dell'uomo, del cittadino e del letterato Comi. Di pari passo all'attività di poeta quella di prosatore si rivela altrettanto vasta e intensa; paradossalmente potrebbe dirsi che ciò che sfugge alla poesia è subito integrato dalla prosa, per cui quei caratteri della personalità del Nostro, che per ovvie ragioni poetiche sembrano vivere in penombra, vengono invece messi in primo piano. Le opere in prosa offrono una dimensione più concreta, forse più contingente del pensiero comiano . In esse non solo traspare il poeta, ma soprattutto l'uomo interessato ad ogni problema letterario, sociale e politico.Il suo sentimento poetico trasferito sul piano della prosa, diventa subito impegno etico, difesa di quei valori morali e poetici che altrimenti resterebbero chiusi in una sfera puramente idillica. Certamente non si può praticare un taglio netto tra produzione poetica e produzione in prosa, ciò significherebbe spaccare in due la personalità dello stesso Comi, che invece ha saputo dare uno sviluppo unitario e coerente al suo pensiero. Partito da una condizione di netto distacco dalla realtà, la sua gioventù di uomo e di poeta ècaratterizzata proprio dal rifiuto aperto di una realtà estranea al suo essere; poichè non gli riesce di adeguarsi a nessun tipo di istituzione o di società istitutiva, egli accentua maggiormente la sua reazione chiudendosi in un aristocratico mondo di idee, che in gran parte ha ereditato dalla cultura francese. Non scende a patti con la massa, nè con l'ambiente vizioso di una falsa cultura; egli lotta in nome di una purezza di spirito e di pensiero della quale sono testimonianza le prime opere. Fin dagli albori della sua formazione, infatti, si può constatare che Comi non è disposto ad accettare unacomune dimensione della vita, della letteratura, della poesia e si profila la necessità (siamo agli inizi degli anni  '30) di dare maggiore chiarezza e di vivere più in profondità lo stato poetico. Se il suo scopo principale è quello di rendere la poesia un fatto più intimo, più puro, più vissuto e sofferto, gli scritti in prosa confermano  già questo bisogno che convergerà nella sua conversione letteraria, il cui testamento è dato da Necessità dello stato poetico , (1934). Passata attraverso l'esperienza panico-sessuale, la poesia comiana si trasferisce sul piano più spirituale,

parallelamente al bisogno intimo del poeta di avvicinarsi al sacro, alla realtà sovrumana, all'assoluto. Comi giunge lentamente alla conversione religiosa, processo lungo e maturato attraverso lo studio dei grandi maestri : Dante, Pascal, S.Tommaso e S.Paolo ,ai quali è dedicata :Aristocrazia del cattolicesimo, (1937). La sua poesia diventa così continua ascesa a Dio, essa si veste di quell'ansia propria di chi vuole ricongiungersi incondizionatamente al divino,per raggiungere quello stato di purezza assoluta a cui l'anima aspira. Partendo proprio da questi presupposti, non legati a vicende umane, contingenti, occasionali, egli è continuamente in polemica con quanto resta estraneo al suo pensiero, al suo spirito. La fede conquistata, la certezza del divino, la luce purificatrice che da quest'ultimo scaturisce, pongono Comi in dissidio con tutto ciò, invece, che tende ad annullare il senso del sacro e dell'eterno, il senso della vita privata dell'ansia della redenzione e resurrezione.Conquistata una libertà spirituale senza limiti, Comi, naturalmente, non riesce più a concepire idee limitate di essa e condanna perciò ogni forma di violenza che vien fatta alla libertà spirituale e materiale. In questa prospettiva va esaminata la sua polemica antimarxista, contro il comunismo più spietato, contro ogni forma di sopruso fatto all'uomo e alla sua essenza spirituale. Il suo cristianesimo integrale non accetta compromessi, non si lascia trasportare dagli eventi politici o sociali. Comi vive una condizione poetica e religiosa al di fuori del pratico, del comune. Fortificato nella fede, rivede polemicamente alcuni dei suoi grandi maestri come : Baudelaire, A.Gide, Buonaiuti sui quali ritorna con uno spirito nuovo cristiano-cattolico,che gli permette di esaminare alla luce della verità i drammi spirituali ed esistenziali di questi grandi uomini, che proprio in virtù della loro grandezza e del loro orgoglio non hanno saputo cogliere i fermenti più  vivi del cristianesimo,che invece hanno combattuto.Lo spettro del Male di Baudelaire, il peccato contro lo spirito frutto dello spietato orgoglio in Gide, l'eresia in Buonaiuti, hanno inciso sul pensiero di Comi, il quale ha messo un fuoco in questi grandi maestri l'enormità dei loro drammi, che solo un cristianesimo integrale avrebbe risolto ed appagato. Perseverando nel suo cammino, Comi, avverte incombente su di sè la presenza del divino, verso il quale cerca di convogliare la sua esperienza di poeta e di prosatore. Vive in questo periodo gli anni più tristi della sua esistenza, caratterizzati da una povertà francescana in tutti i sensi  (sono gli anni '50 e '60);nelle sue opere non è difficile cogliere gli aspetti di una siffatta situazione.Solo pochi amici gli restano vicini, fedeli come prima. Certamente lo stato di miseria, quasi assoluto, incide sullo spirito e sul fisico di Comi, che pur vivendo poveramente è ricco della fede e dell'ansia della redenzione. Fra lacrime e preghiere. (1967), la sua ultima raccolta di poesie, è il frutto di un intenso ed esclusivo colloquio con quello dell'Eterno, quell'Assoluto che il poeta ha sempre cercato. Fa riscontro nella prosa, per intensità di concetti Dramma senza dramma,pubblicato nel 1971,dopo la morte del poeta. L'opera in prosa, organizzata in forma drammatica, è certamente la sintesi del pensiero di Comi e insieme del dramma dell'umanità che combatte fin dalle origini tra vanità ed orgoglio, tra rifiuto e insieme desiderio di una salvezza perenne,eterna.

 

Da:  "Scritti in prosa di Girolamo Comi" tesi di laurea di Teresa Castelluzzo. Relatore: prof. Donato Valli, a.a. 1978/79