Paganesimo di Adamo
I
...ho fame ancora di cose terrestri,
di oscuri umori di vita, di forme
tanto più dolci quanto più vi dorme la
morte...
... (paesaggi che il mio fiato ha fatto
densi
di consistenze quasi umane, adoro
con la malinconia di tutti i sensi
il vostro autunnale alito d'oro...)
Ho desiderio ancora
di stagioni caduche ove si spegne
la bellezza goduta, la memoria
di un' età consumata e di ore pregne
della mia malinconia della mia gloria...
So della morte... Ma la prepotenza
del creato mi assedia ed io deliro
vinto dal sangue e dal cupo respiro
della mia carne ch'è concupiscenza:
e la tentazione mi conduce
a non volere, a non volere più
la celeste ricchezza della luce
di cui l' anima seppe la virtù.
Se dal rimorso un singhiozzo non sale
io ricadrò, ricadrò soggiogato
dalla fatalità del mio peccato
nella rombante lussuria del Male
per decrescer con te, Terra che sei
aperta come un fiore alla carezza
di noi Uomini - tristi semidei
emersi da un' ebbrezza
effimera ma forte -
e destinati a scoprir nella Morte
la voluttà, l' armonia, la bellezza...
II
Più che l' amore il male, o malattia -
m' insidia il sangue e l' anima mi oscura
sì che a ogni passo saggio la natura
del mio peccato in seno all' armonia.
Benché conosca la via, la magia
della Tua grazia ch'è senza misura
io mi consumo nella poesia
e del creato e della creatura.
La forza gemmea della terra trema
nella carnalità di me che ingorgo
dei frutti dell' effimero ne mordo
la tessitura tenera -
e mi rituffo ebbro e inappagato
nella notte del mio sangue malato.