Charles Baudelaire
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Poeta francese (Parigi 1821-1867).Nato dal secondo matrimonio di Joseph-François,funzionario al Senato, a sei anni era già orfano di padre. Tutta la sua  risentì di questo perduto sostegno; né varrà a riscattarlo il profondissimo amore per la madre (che assai tardi cominciò a intuirne il genio) cui farà da schermo l'odio subito avvertito per il patrigno, il maggiore Jaques Aupick , uomo chiuso a ogni intuizione d'arte, consacrato com'era al sentimento dell'ordine e di una rigida misura borghese. Trasferita la famiglia a Lione, dove Aupick era stato nominato colonnello, Baudelaire entrò al Collége Royal(1833) per volontà del patrigno. Col richiamo nella capitale del colonnello, passato allo Stato Maggiore, Baudelaire nel 1836 passò al Collège Louis-le-Grand, donde , per il bisogno di estraniarsi e la ribellione alle regole comuni, venne espulso alla vigilia del baccalauréat. Sostenne egualmente,  pochi mesi dopo e con successo, gli esami. Il ritorno a Parigi nel 1842, dove già aveva conosciuto Gérard de Nerval,  lo avvicinò a scrittori, artisti e critici, da Boissard a Deroy, da Ouriac a Banville, da Balzac (forse) a Sainte-Beuve, ma soprattutto a Gautier, che egli amò come un discepolo e al quale dedicò Les Fleurs. E' l'anno in cui cominciò quel lungo appassionato rapporto d'amore con la mulatta Jeanne Duval, ispiratrice di erotici sentimenti, ma anche di purificato senso di pietà nei momenti tormentosi della malattia che la portò alla paralisi, di cui la stessa dissolutezza del poeta fu certo la causa. L'anno dopo, lo stesso in cui Baudelaire tentò per la prima volta il suicidio, uscirono le sue prime critiche d'arte e le sue  prime poesie. La sua vita, dopo un effimera apparizione sulle barricate (1848) che lo portò allo scetticismo, tanto da fargli scrivere il 2 dicembre di sentirsi "fisicamente depoliticizzato" passando addirittura per rabbia e delusione, a professare idee (se non sentimenti) reazionarie, è un perenne conflitto alla ricerca della purezza nel contrasto all'abbandono alla più squallida dissolutezza, cui fanno da contrappunto innamoramenti teneri, come quello per Marie Daubrun che gli ispirò Invitationau voyage e quel mirabile verso Vous etes un beau ciel d'automne, clair et rose che apre la Causerie, o pieni d'illusione come quello per la raffinata demi-mondaine Apollonie Sabatier, la présidente, forse nato più dal gusto della letteratura che da un moto profondo del cuore. Ma nulla riesce a fargli mutare la vita, neppure la condanna di Les Fleurs du Mal del 1857, messe sotto accusa da quello stesso Ernest Pinard che aveva già fatto condannare Madame Bovary di Flaubert. Un nuovo tentativo di suicidio nel 1861, il bisogno di confessione nella lettera del 6 maggio di quello stesso anno alla madre, forse la più profonda e tormentata confessione che sia mai stata scritta, il tentativo di entrare nell'Accademia, con l'avanzata candidatura al posto di Lacordaire, tentativo rientrato e che gli stessi amici non sostennero 

 

Charles Baudelaire in un ritratto di G. Gourbert conservato nel Museo Fabre di Montpellier